The Manchurian journalist

Nelle guerre ci sono due parti in lotta.

Queste due parti hanno un fine, vincere. Dunque operano in tutti i sensi allo scopo di vincere.

Il ché, ovviamente, si ripercuote pesantemente su ciò che dicono e sull’informazione che diffondono.

In guerra l’informazione diffusa dalle parti in lotta si chiama propaganda. Il suo scopo non è quello di informare le persone ma di rafforzare le convinzioni di chi combatte.

Capisco il motivo dell’esistenza della propaganda di guerra sebbene, ovviamente, io tenda a non considerarla una fonte affidabile ma una metafonte, cioè una fonte che parla di se stessa.

Percepisco anche le motivazioni che stanno dietro a iniziative propagandistiche come liberali per israele o ebraismo e dintorni, sebbene mi chieda come facciano i redattori di quei due blog a sentirsi a posto con la coscienza.

Chi proprio non capisco è un’Adriana Bolchini.

Adriana Bolchini, giornalista, è in guerra con l’islam anche se apparentemente non ne avrebbe alcun motivo.

E’ solo che proprio ‘sti silamici non le piacciono e basta. Non li vuole vedere, sentire, non vuole che esistano.

Il suo esercizio quotidiano è: “troviamo un modo di raccontare gli eventi premesso che l’islam è il male”.

Ieri questo paradigma ha raggiunto un livello di menzogna tale che – credo – neanche un Magdi Cristiano Allam riuscirebbe a sopportare.

Sotto al titolo “ISLAM uguale GUERRA”, maiuscole sue, Adriana racconterebbe gli ultimi massacri in Nigeria riportando un articolo del Corriere cui però premette un corsivo di cui qui riporto l’incipit:

Vi anticipo ancora prima di pubblicare l’articolo, che è scritto e interpretato di parte, infatti lascia intendere che le vittime siano tutte islamiche, in quanto rilasciate dagli islamici, notizie dalla controparte invece nessuna (fonte).

Il Corriere di parte? Di quale parte sarebbe il Corriere?

Ma la cosa più brutta è che Bolchini, senza dirlo da nessuna parte, taglia artatamente l’articolo del Corriere, eliminando fra l’altro quella parte in cui l’arcivescovo di Abuja, John Olorunfemi Onayekan, tenta di smontare la tesi del conflitto religioso, dicendo anche:

Quando ci sono problemi politici si trova una miscela di differenze etniche e sociali, mischiate insieme, cui si aggiunge la differenza religiosa, che segue queste linee. Allora diventa difficile puntualizzare esattamente quale sia la causa. Ma secondo me la causa principale è il controllo del potere e il senso di appartenenza ad un gruppo o all’altro (fonte).

Secondo me la Bolchini funziona un po’ come il candidato presidente di Manchurian candidate. Qualcuno le telefona e le dice: “Bolchini? Adriana Bolchini?” e lei va in trance e prende istruzioni tipo: “scrivi che la strage in Nigeria è colpa dei musulmani”.

Davvero triste.


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